TIRA UNA RIGA E VAI OLTRE
- Spazio Fluire

- 17 mar
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 2 apr
“Tira una riga” è una frase che ho ascoltato in una scena del film Marilyn con gli occhi neri.
Il film racconta di un gruppo di persone con importanti fragilità che avvia un progetto di ristorazione. Lo sguardo è puntato sul protagonista, un uomo che fatica a gestire la propria rabbia. Durante l’ennesima recriminazione con il padre, sul fatto di essere stato abbandonato dalla madre, di aver fallito nel suo matrimonio e su tutti i problemi che vive, il padre risponde con una frase semplice:
Tira una riga
Come quando nei conti si traccia una linea e si smette di sommare ciò che è già stato, per poter andare oltre.
Questa riflessione è stata per me illuminante.
Fragorosa direi.
Ho considerato quante volte mi sono letteralmente appoggiata a una serie di attenuanti e giustificazioni, rileggendo le vicissitudini della mia vita.

Legittimo e anche confortevole, quasi come il famoso: “Io sono fatta così”.
Il punto essenziale è che siamo molto più della somma di ciò che abbiamo vissuto. Nella matematica della vita incontriamo tanti segni - il più, il meno, il diviso - passaggi che raccontano solo una parte della nostra storia.
Le esperienze hanno il loro peso, ma resta sempre uno spazio in cui possiamo scegliere.
Metaforicamente possiamo usare ogni tanto la matematica per tirare una riga e fare spazio per qualcosa di nuovo.
Qualche volta trattiamo la nostra storia come un’equazione: evento + evento + errore + successo, come se la vita fosse solo una formula.
Ogni tanto semplicemente ricordiamoci di tirare una riga.
E proprio riflettendo su questo gesto, fondamentalmente così semplice - fermarsi, tirare una riga e guardare il vuoto che rimane sotto - che nel tempo ha preso forma anche l’idea di Spazio Fluire.
Lo definisco un contenitore confortevole.
Uno spazio in cui le emozioni possono fluire liberamente.
Uno spazio che ”ascolta”, in cui ci si può fermare.
Un progetto in divenire che cresce insieme alle persone
Un luogo astratto in cui basta solo essere.
Senza sentirsi sbagliata.
Senza sentirsi in ritardo.
Senza pensare che ci sia qualcosa da correggere.

Hai presente quando a un certo punto ti accorgi che qualcosa nella tua vita non torna più?
Quando senti che i conti della tua vita chiedono di essere rivisti?
Riusciresti a sentirti a tuo agio con un abito di qualcun altro o della taglia sbagliata?
Ecco forse adesso è arrivato il momento di sistemare i conti, di trovare la tua misura.
Spesso è proprio da lì che qualcosa comincia a muoversi.
Senza spinte.
Senza soluzioni immediate.
Senza calcolatrice
Credo che, per rimettere a posto i conti, bisogna osservare, comprendere e riorganizzare. A volte basta spostare lo sguardo e accorgersi dello spazio sotto la riga.
E tu dove stai guardando?
Sopra o sotto la riga?
Riesci a vedere lo spazio bianco sotto?
Roberta
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